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Tecnica e tecnocrazia


La scienza è cosa molto diversa dallo scientismo e la tecnica è cosa molto diversa dall’involuzione tecnocratica. Oggi siamo avviluppati in una profonda involuzione tecnocratica e lo scientismo è tornato ad affermarsi prepotentemente. La stessa mentalità antiscientifica è l'altro lato dello scientismo e i rischi maggiori di regressione cognitiva e relazionale, in definitiva di disumanizzazione, non provengono dalla "tecnofobia" ma dalla tecnolatria.


Allo stadio attuale, con il capitalismo digitale in piena egemonia, non è più possibile vedere nella tecnica la semplice prosecuzione delle funzioni adattative dell’uomo. Non c’è dubbio, infatti, che la tecnica, come sosteneva già Protagora, sia originariamente la forma specifica, distintiva e costitutiva dell’uomo di conoscere e agire, ma l’incontro con il Mercato nella fase attuale del Capitalismo ha proiettato la Tecnica in una fase completamente nuova.


Tra la vecchia tecnica e la nuova esistono, infatti, delle differenze che dovrebbero risultare evidenti alla riflessione. Lo spiega molto bene Mario Tozzi nel suo pregevole “Tecnobarocco” (2015), che ha il dono di unire l’ironia (godibilissimo il primo capitolo: “Tecnologia mistica del WC giapponese”) alla lucidità dell’analisi. C’è una grande differenza tra automobili, lavatrici, o un argano, una gru ecc. e la tecnologia incessantemente prodotta dalle ultime ondate. La “vecchia” tecnologia è in diretta relazione ad uno scopo e a una necessità pratica, mentre quella delle ultime ondate è completamente ridondante, e cioè non è più in diretta relazione ad uno scopo ed è quindi, in moltissimi casi, unicamente fine a se stessa. Tozzi fornisce molti brillanti esempi per dimostrare l’assunto.

In realtà la tecnologia delle ultime ondate non è semplicemente fine a se stessa; risponde nel complesso a finalità opache ed esterne all’utilizzatore, come ha dettagliatamente spiegato S. Zuboff (“Il Capitalismo della sorveglianza, 2019).

Il collettivo Ippolita sintetizza bene la questione nel recente lavoro “Tecnologie del dominio”, definito dagli autori come un “manuale di autodifesa digitale”: “Questa aspra critica non significa affatto che nutriamo rimpianti per una mitica età dell’oro, contraddistinta da una sedicente armonia con la natura. La Natura è un’invenzione della cultura umana, e l’età dell’oro non è mai esistita. La cultura umana è una storia tecnica, dall’invenzione del linguaggio in poi. Continuiamo ad essere amanti esagerati delle tecnologie. Poniamo però l’accento sul fatto che le società della prestazione si basano su sistemi di addestramento e addomesticamento degli esseri umani molto più efficaci dei precedenti. Invece di punire le infrazioni a regole esplicite, si premiano le prestazioni, il conformismo a regole implicite, in sistemi che si presentano come giochi con classifiche, badge, status e vincitori. (…) Le persone si comportano sempre più come le macchine, rispondendo in maniera irriflessa e semi-automatica alle pressioni procedurali (…) Le macchine, programmate allo scopo di perpetrare l’interrogatorio senza fine, si comportano sempre più come persone, ci blandiscono, si interessano a noi, soprattutto creando spazi e occasioni significative per le interazioni sociali. I socialrobot che simulano gli utenti dei social network sono sempre più indistinguibili dagli umani”.


Diversamente da Ippolita non sono un “amante esagerato” delle tecnologie, ma il punto non cambia: non è possibile non vedere che oggi la Tecnica, incontrandosi con il Mercato ha fatto un salto di qualità, configurandosi come dominio tecnocratico. Se l’evoluzione dell’uomo è da principio caratterizzata dalla tecnica, la fase odierna del capitalismo, ossia il capitalismo digitale, segna una frattura radicale sulla linea di quella continuità evolutiva. La tecnica, nata come strumento, è stata utilizzata per trasformare l'uomo in strumento.



La tecnocrazia, il capitalismo digitale e il transumanesimo sono miei temi abituali di approfondimento. Di recente ho stampato, sullo sugli stessi argomenti, il mio Dominio della tecnica e civiltà dell'intrattenimento, all'interno di una più ampia raccolta di saggi. Chi fosse interessato può farmente richiesta. Indice del volume in homepage.



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