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Embargo

  • Immagine del redattore: pier paolo caserta
    pier paolo caserta
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Uso e conseguenze dell’embargo da parte del blocco occidentale. Il caso del Venezuela.




Fonte immagine: Caracas Chronicles
Fonte immagine: Caracas Chronicles

Partendo dalla definizione, l’embargo è “il divieto totale o parziale di commerciare con un determinato Stato, imposto per motivi politici, militari o di sicurezza” (1); è considerato la forma più severa tra le sanzioni economiche e può articolarsi su più livelli: sul piano commerciale, impone il divieto, per il Paese colpito, di esportare merci specifiche, oppure tutte le merci; sul piano finanziario, può consistere nel blocco dei capitali o nel congelamento dei beni all’estero. Infine, la forma settoriale dell’embargo può colpire industrie chiave quali quella energetica o petrolifera. (2)


Chi decide l’embargo? Può imporlo l’ONU attraverso il Consiglio di Sicurezza. In questo caso la decisione è vincolante per tutti gli Stati membri. (3) Tuttavia, “Paesi come gli Stati Uniti d’America o organizzazioni come l’Unione europea possono agire autonomamente per proteggere i propri interessi nazionali o promuovere i diritti umani”. (4) Naturalmente, stante una simile motivazione generica, è chiaro che alla base di un embargo vi siano interessi economici e geopolitici ma questi vengano coperti con motivazioni pretestuose di sicurezza o relative ai diritti umani. Inoltre bisogna subito annotare che il blocco occidentale è certamente il più attivo nell’imporre embarghi. (5)

In questo modo iniziamo a capire che si tratta di un’arma geopolitica.


L’uso dell’embargo da parte del blocco occidentale. Il caso del Venezuela.

Che cos’è un embargo, come funziona e a quali logiche ubbidisce?

L’embargo contro il Venezuela non costituisce un unico atto, bensì “il risultato di un progressivo inasprimento di sanzioni guidato principalmente dagli Stati Uniti, con l’adesione successiva di altri attori internazionali come l’Unione europea e il Canada” (6). Le sanzioni contro il Venezuela sono iniziate “in modo mirato sotto l’amministrazione Obama” (7) nel 2015, trasformandosi poi in un embargo economico quasi totale con la prima amministrazione Trump (2017-19); per essere mantenute “o rinegoziate strategicamente da Biden” (8). Anche UE e Canada hanno introdotto sanzioni a partire dal 2017. Infine, nel gennaio 2026 si è arrivati al rapimento del presidente costituzionale Nicolas Maduro da parte di Trump al suo secondo mandato.

Ma con quali motivazioni è stato giustificato l’embargo? Nel 2015, l’amministrazione Obama dichiarò che il Venezuela rappresentava “una minaccia per la sicurezza nazionale” (9), imponendo un primo blocco di sanzioni a funzionari accusati di violazioni dei diritti umani. (10)

Nel 2017 Trump proibì al governo venezuelano e alla compagnia petrolifera statale PDVSA l’accesso ai mercati finanziari statunitensi. (11) L’esplicito passaggio dalla pretestuosa giustificazione della violazione dei diritti umani alla sostanza delle ragioni economiche era presto stato compiuto.

Nell’agosto 2019 l’embargo divenne totale, quando un decreto esecutivo dispose il congelamento di tutti i beni del governo venezuelano negli Stati Uniti. (12). I pretesti di volta in volta adottati sono stati quelli del ripristino della democrazia, specialmente dopo le elezioni del 2018 e del 2024 (13); dei diritti umani, della lotta al narcotraffico e al terrorismo.


Effetti di un embargo, disinformazione e analfabetismo geopolitico

È Arrivato il momento che io espliciti il mio obiettivo di provare a dire qualcosa sull’analfabetismo geopolitico diffuso, per cui accade che un embargo disposto dal blocco occidentale, cioè dagli Stati Uniti e dal loro sistema di satelliti, getta un Paese nella povertà e nella prostrazione; dopo di che la povertà di quel Paese è usata nella percezione comune per giustificare l’affermazione della natura dittatoriale del Paese affamato. Si tratta di una circolarità piuttosto cinica. Un’informazione minimamente corretta aiuterebbe molto a mostrarne l’elementare infondatezza.

E quindi, chiediamoci in primo luogo: cosa significa per un Paese essere sotto embargo? Quali sono le conseguenze per la società, per la popolazione, per l’economia?

“In teoria, un embargo punta a colpire il potere politico ma in pratica agisce come un ‘assedio moderno’ che finisce per logorare la base della piramide sociale”. (14) Come si scaricano sulla popolazione i suoi effetti?

La prima conseguenza è rappresentata dal collasso dei servizi essenziali. (15) Cibo e medicine sono infatti colpiti anche quando ufficialmente non rientrano nell’embargo. La causa è da ricercarsi all’effetto noto come “over-compliance” bancaria, per cui le banche internazionali, per paura di sanzioni stratosferiche da parte degli Stati Uniti, rifiutano di processare qualsiasi pagamento proveniente dal Paese sotto embargo (16) “rendendo impossibile l’acquisito di farmaci o di pezzi di ricambio per ospedali”. (17). Le misure comportano anche un blocco tecnologico, con effetti sulle infrastrutture vitali. Un’altra conseguenza è rappresentata dall’iper-inflazione e la perdita del potere d’acquisto. Non ci vuole molto a capire che un embargo su un Paese come il Venezuela è efficace a causa della potenza degli Stati Uniti e dell’influenza che esercitano nel proprio blocco economico e di alleanze.


L’embargo sortisce l’effetto di gettare un’intera popolazione nella fame e nella prostrazione. Non ci vuole molto a capire che l’embargo non può che contribuire a far crescere, tra le altre cose, i fenomeni corruttivi dai quali pretende di trarre giustificazione, rivelando così una volta in più la natura del tutto pretestuosa delle giustificazioni addotte.

Se la stampa occidentale fosse libera, plurale e imparziale, o meglio se fosse semplicemente decente, i cittadini potrebbero capire con facilità che applicare l’embargo a un Paese facendolo sprofondare nella povertà, tranne poi sostenere che è povero e corrotto perché è sotto dittatura – ovviamente senza preoccuparsi di dimostrare che questo sia vero – e non che è povero e corrotto perché è sotto embargo, risponde ai nomi di bullismo, cinismo e dominazione. Anche il senso comune medio occidentale si fa espressione di questo bullismo interiorizzato quando utilizza simili argomentazioni.

Nel caso del Venezuela si deve aggiungere la volontà degli Stati Uniti di mettere le mani sulle sue straordinarie risorse e in particolare di impedire che il commercio del petrolio venezuelano fuoriesca dallo schema del petroldollaro.


Svalutazione, effetti sulla salute, aumento della mortalità infantile

Analizziamo ancora le gravi conseguenze prodotte dall’embargo: “La moneta locale perde valore istantaneamente; i risparmi dei cittadini spariscono e i prezzi dei beni di base schizzano alle stelle, rendendo il cibo inaccessibile per la classe media e povera” (18).

Si comprendono allora facilmente anche gli effetti sulla salute e sulla demografia. In contesti già fragili, questo porta anche all’aumento della mortalità infantile, alla migrazione di massa e al rafforzamento del mercato nero. (19). Insomma un embargo procede ad accrescere ed esacerbare tutti quei fenomeni ed effetti che dice di voler contrastare.

Naturalmente gli effetti di un embargo non toccano l’élite al potere, ma le classi povere e il ceto medio. Inoltre l’embargo amplifica le divisioni sociali, contribuendo a mettere il ceto medio e i poveri l’uno contro gli altri proprio mentre li colpisce entrambi. Questo accade per molte ragioni. Per esempio, con la contrazione dei servizi sociali la classe media impoverita e quelle più povere entrano in competizione per le poche risorse disponibili. (20) Inoltre si accentuano fenomeni di risentimento sociale tipici della “guerra tra poveri”. Abbiamo visto queste dinamiche all’opera e biecamente sfruttate dopo la cattura di Maduro dal maintream occidentale, che ha cavalcato gli umori dei venezuelani all’estero.

Nel 2021, la relatrice speciale delle Nazioni Unite Alena Douhan ha presentato un rapporto completo sull’impatto delle sanzioni contro il Venezuela guidate dagli Stati Uniti. Douhan visitò il Paese per dodici giorni a febbraio 2021. Nella sua relazione dichiarò che le sanzioni contro il Venezuela hanno avuto un impatto “devastante” sulle condizioni di vita dell’intera popolazione. (21). Ha sottolineato come “la preesistente crisi economica e sociale del Venezuela è stata esacerbata dall’imposizione di sanzioni settoriali sulle industrie del petrolio, dell’oro e delle miniere” così come dal “ blocco economico e il congelamento dei beni della Banca centrale” (22).

Si arriva presto al punto: un embargo produce e rafforza ogni singolo effetto che dichiara di voler combattere. Il rapporto prosegue sottolineando la situazione sanitaria disastrosa e il precario potere d’acquisto dei lavoratori. (23)


Nonostante tutto, l’embargo non aveva sortito gli effetti sperati?

Perché il rapimento di Maduro? Le sanzioni non avevano funzionato? Nonostante anni di embargo abbiano prodotto una grave crisi economica, Maduro era riuscito a mantenere il controllo dell’esercito e delle istituzioni. (24) Il Venezuela aveva inoltre trovato il modo di sopravvivere alle sanzioni grazie all’aiuto di partner internazionali quali la Russia e l’Iran. Si spiega così il rapimento di Maduro e la politica trumpiana del “cane pazzo”, consistente nel minacciare esplicitamente o aggredire gli attori geopolitici di secondo e terzo livello (25), nella fiducia che quelli di primo livello in definitiva non interverranno; e si comprende meglio anche il gioco simultaneamente aperto su più tavoli della partita globale, compreso proprio lo scacchiere iraniano.







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(2) ibidem

(13) Di pretesto si è trattato anche in questo caso, visto che le accuse di brogli elettorali sono state elaborando pur sempre dal blocco occidentali e mai riscontrate in modo imparziale: https://www.youtube.com/watch?v=1-CRtTkF4Ag

(17) ibidem

(21) cit. in Internazionale progressista

(22) ibidem

(23) cit. in Internazionale progressista

(25) A. Visalli, 2026

 
 
 

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